Born To Be Circus è un omaggio al circo e alla sua poetica. Un omaggio alla circolarità della scena, al gesto di circo come portatore di senso, all’arte come sapere artigianale, alla scena come rito collettivo, una celebrazione del tempo presente, festivo ma già nostalgico.
Il tempo scandisce la vertigine acrobatica, le luci disegnano il gesto per accompagnare il pubblico nella realtà di un destino scandito dalla fragilità della poesia e dalla forza di una vita in movimento.
Il collettivo si fa portavoce e traduttore della complessità delle relazioni quotidiane che si incarnano in identità e appartenenza, per cercare ancora una volta un nuovo modo di esistere collettivo.
Circo Zoé è un collettivo formato da artisti di circo, musicisti, tecnici, costruttori, amministratori, sarti, amici, famiglie, amori, figli, filosofi, rivoluzionari, con la necessità comune di costruire un’avventura nomade portatrice di un sapere artigianale, manuale e concreto, ma con lo sguardo sempre rivolto oltre l’orizzonte. Circo Zoé si nutre delle differenze linguistiche e culturali senza cercare un’appartenenza se non quella del luogo con cui crea una dialettica di osservazione reciproca.
Amanti del circo e della musica come forme d’arte popolare ma non commerciale , come spazio itinerante e luogo d’incontro, dalla natura organizzata ma ribelle.
Disegnato e immaginato per anni, lo chapiteau ha generato uno spettacolo così ovvio nell’intenzione da averlo nominato Born To Be Circus. Obiettivo finale è raccontare una comunità itinerante fatta di incontri, scontri, amore , rabbia, desideri e delusioni ma senza dover narrare. Una comunità che resiste e che si fa portatrice di valori nella semplicità di un momento festivo.